Feedback deriva dall’inglese, composto di (to) feed ‘alimentare, nutrire’ e back ‘indietro’.
In generale, si tratta di un sistema, la cui azione produce un risultato; il feedback è quel processo per il quale questo risultato si riflette ul sistema stesso modificandone il comportamento.
Nel marketing, una volta conclusa la campagna commerciale, la risposta del pubblico sarà il feedback sul quale impostare il piano successivo; l’aspirante scrittore attende il feedback sul capitolo presentato all’editore per apportare eventuali modifiche; in psicolinguistica, un qualunque messaggio inviato ad un destinatario produce un effetto retroattivo anche sul mittente. (Vedi Biodanza nelle aziende)
In campo biologico, il feedback consiste in un meccanismo che regola un processo attivando o inibendo uno specifico componente, azione che influirà sul processo stesso, tornando quindi “indietro”.
Nella nostra vita, ogni volta che mandiamo un messaggio (diventando emittenti) riceviamo un riscontro (dal ricevente), che può confermarlo o meno. A volte è sufficiente un piccolo cambiamento nel porre la questione, cercando un tono o parole più adeguate per riuscire a costruire qualcosa insieme all’altro.
Quello che ci guida, in ogni relazione, è l’intelligenza affettiva, che ci accompagna nel trovare nuove soluzioni.
Ed è molto affascinante l’immagine del nutrimento che l’anglicismo porta con sé: che sia positivo o negativo, il feedback ci alimenta con informazioni preziose che ci permettono di riprogrammare qualcosa in maniera costruttiva e con una maggior consapevolezza
Tutto il vivente e il non vivente (così noi umani definiamo i processi molto lenti, di cui non riusciamo a percepire il processo nell’arco delle nostre singole vite) viene nutrito dal feedback. Potremmo definirlo come un processo di adattamento intelligente alla realtà, anche se a volte i nostri bisogni o i nostri desideri/aspettative ne compromettono il funzionamento.
In Biodanza siamo invitati a porre attenzione al feedback che riceviamo nelle danze, nel movimento, nello sguardo, nel contatto. Questo ci permette di affinare, in modo sempre più sottile, la nostra percezione dell’altro e del mondo, adeguandoci alla realtà che ci circonda. Inutile perdere tempo cercando ad ogni costo di ottenere qualcosa, inutile disperderci in recriminazioni credendo di poter cambiare qualcuno o qualcosa! La qualità di vita migliora.
Nella vivencia impariamo a vivere il qui ed ora, prendendo il meglio che ogni situazione può darci. Perché mentre ci esauriamo nel tentativo di ottenere ciò che crediamo giusto per noi, perdiamo di vista quello che la vita ci offre, incessantemente.
E non dimentichiamo il feedback interno; affinandolo impariamo a captare i segnali del nostro corpo e della nostra psiche, a rispettare i nostri ritmi, ad accogliere i nostri stati d’animo, a nutrirci, ad esprimere il nostro sentire, rendendo la comunicazione con l’esterno più fluida ed efficace. All’improvviso ci accorgiamo che la nostra vita è diventata meno complicata e molto più piacevole!


