La pace è un percorso che parte da me, è un atto continuo di amore e protezione per la Vita.
Fare pace con noi stessi è il fondamento di una vita appagante e sana; quando ci accogliamo per quello che siamo, acquisiamo serenità e pacatezza.
Ma questa scoperta, questa accoglienza di noi stessi, non dipende da un’opera di volontà, da una ricerca “ad ogni costo”, quanto piuttosto da un atto di fiducia e abbandono, da un sentire profondo e inesplicabile di “essere uno” con l’altro e con il mondo.
In Biodanza diciamo: “Quando incontro l’altro, ho notizie di me.” La filosofa Roberta De Monticelli nel suo libro “L’allegria della mente”, ci regala questa immagine: “Io riposo in te” come un paradiso da raggiungere, inaspettatamente a portata di mano.
E noi possiamo raggiungerlo, con la Vivencia.
“Meditazione in movimento” la chiamava Rolando Toro Araneda, attimo intensamente vissuto nel qui e ora. Attimo di presenza totale, in cui lo spazio e il tempo assumono connotati sfumati, fino a sparire.
E ancora una volta la scienza ci dice che le percezioni che giungono da stati di coscienza ampliati sono reali: il tempo è misura nata dalla necessità dell’essere umano, lo spazio si flette, si deforma.
Certo questi insight di realtà non possono raggiungerci nello stile di vita di questa società, in cui siamo continuamente bombardati da richieste, informazioni, notizie. La curiosità artificialmente stimolata, che appare tanto libera e disinteressata, è in realtà mossa da un’ansia profonda di controllo, dal timore di perdere qualcosa: occuparsi e preoccuparsi per distrarsi da sé, per fuggire da sé.
In questo stile di dispersione, posture esistenziali necessarie alla comprensione del vivente sono cancellate: non esiste più intimità, raccoglimento, riflessione, stupore, apparizione, fiducia. Abbiamo perso il presente, l’unico tempo partecipe dell’assoluto.
Tutto è costruito per essere velocemente consumato, anche la natura e l’essere vivente, anche la relazione e l’amore. Tutto è costruito per l’apparire, l’essere “primi”, non importa con quali metodi.
Questa civiltà basata sulla competizione ci ha segnato profondamente, deviando il nostro istinto alla collaborazione, alla cooperazione e alla Pace.
Oggi è necessario ripartire da noi, con coraggio, in una ricerca continua che crei concordia di intenti, situazioni di tranquillità, serenità e calma riposante, per continuare nella relazione con l’altro e con l’ambiente, seguendo con gioia il percorso che Rolando Toro ci ha insegnato.
I nostri strumenti, come comunità biodanzante, sono: la sospensione del giudizio, la Vivencia integrante, l’Incontro, lo sguardo accogliente.
E ricordiamo le parole di Rolando:
“L’affettività è azione sociale”
“L’identità propriamente detta si manifesta in maniera sacra nell’incontro con l’altro.”
Rolando Toro Araneda
Dunque che altro c’è se non vivere l’attimo, il qui ed ora, riconoscendo tutta l’importanza e la sacralità dei piccoli gesti quotidiani? Se non sentire il proprio corpo come il tramite diretto con l’infinito?
Vi invitiamo ad osare gesti, sguardi, parole di Pace perché la Pace è un percorso, una situazione dinamica sempre da nutrire.
FLASH MOB AL PARCO DEL VALENTINO DI TORINO
SABATO 27 GIUGNO 2026


