Con settembre riprendiamo le nostre attività e scegliamo di farlo tornando a un tema che sta alla base della Biodanza e dell’Educazione Biocentrica: il Principio Biocentrico.
Da dove partire, se non dalle parole di Rolando Toro Araneda, che ne ha formulato il concetto e ne ha fatto uno dei fondamenti del suo pensiero?
Ma una definizione, per quanto profonda, non può esaurire un principio così vasto. Perché il Principio Biocentrico non è soltanto qualcosa da comprendere: è qualcosa da sentire, attraversare e vivere. E proprio per questo, dopo le parole di Rolando, nasce la necessità di una rielaborazione personale, capace di trasformare un concetto in esperienza e un’esperienza in consapevolezza.
Quelle che seguono sono le mie riflessioni, maturate nel percorso della vivencia e nel confronto quotidiano con la vita. Non vogliono essere una definizione ulteriore, né una spiegazione conclusiva, ma un invito a fermarsi, interrogarsi e lasciare emergere un proprio significato.
Perché accogliere il Principio Biocentrico significa anche questo: permettere che qualcosa ci spiazzi, che ciò che pensavamo di sapere possa trasformarsi, che dalla nostra esperienza possa emergere qualcosa di nuovo.
L’auspicio è che queste parole possano diventare, per chi le incontra, una sorgente da cui partire per costruire il proprio pensiero e la propria esperienza: non parole da ripetere, ma un modo personale e vivo di riconoscere, custodire e portare nel mondo la vita.
Tiziana Coda-Zabet
«Nasce dalle scoperte realizzate nel campo della biologia genetica, della scienza dell’evoluzione, della teoria dei sistemi e dello studio biochimico.
Suo punto di riferimento è l’Universo, considerato come un immenso sistema vivente.
Tutto ciò che esiste, dalla particella-onda fino alle supernove, dalle sabbie del deserto e le rocce delle montagne fino ai pensieri e alle emozioni, tutto è vita.
“L’Universo esiste perché esiste la Vita, non il contrario.”
Il Principio Biocentrico è alla base di ogni processo umano: politica, economia, scienza, legge, educazione, medicina, tutto deve ruotare intorno alla vita.»
Rolando Toro Araneda
Biodanza, Red Edizioni
Il principio biocentrico è una forza fisica agente sulla materia, la linea guida dell’evoluzione dell’universo.
Principio = fonte, fonte generatrice di azione e di scelte.
Nasce da un sentire, da un sentimento di solidarietà con la vita, di sentirsi uno con ogni forma del vivente, dall’affettività e dalle esperienze di trascendenza, un sentire non ignorato e trascurato, ma coltivato, in modo che possa sempre più tradursi in azioni e in idee (mille volte vivencia diventa pensiero, consapevolezza).
Mi piace immaginarlo come una sorgente di acqua limpida, che via via si unisce a mille altre sorgenti, formando ruscelli finché diventa un grande, maestoso fiume, una forza della natura, che si muove assecondando le situazioni reali, nutrendo o distruggendo gli ostacoli eretti da forze anti-vita.
Il Principio Biocentrico è trasformazione continua, espressa pienamente nella vivencia.
Vivere il qui ed ora, senza scegliere, senza discriminare, senza entrare in una scala di valori.
Noi accogliamo il Principio Biocentrico accettando di essere ‘spiazzati’, accettando di aspettarci una cosa e vederne EMERGERE un’altra, inaspettata, inattesa.
Lasciarsi STUPIRE dalla vita, lasciarsi MERAVIGLIARE.
È il Dio che si manifesta, come scrisse Jung sopra l’ingresso nella sua casa:
‘Vocatus atque non vocatus, Deus aderit’,
che tu l’abbia o meno invocato, che tu lo voglia o no, il Dio appare, si rende manifesto nella tua vita. Il dramma è non riconoscerlo.
Ogni volta che ci meravigliamo, torniamo ‘a casa’, in quel luogo protetto, intimo, dove si nasconde il nostro bambino, connesso alla gioia di vivere, all’istinto, curioso della vita e dell’altro, non ancora dato per scontato, per troppo conosciuto.
È l’apertura al mistero, quella che ci fa gustare, annusare, assaporare la vita, fino al suo cuore, il PARADOSSO, dove gli apparenti opposti non creano schieramenti contrapposti, ma echi, risvegliano risonanze uno nell’altro.
RICONOSCERE
Io ti riconosco, cioè torno a conoscerti ogni volta che ti incontro, ogni volta scoprendoti con appassionata sorpresa.
Io MI RICONOSCO IN TE.
L’essere umano non basta a se stesso, ha bisogno dello specchio dell’altro per vedersi e scoprirsi.
L’atto di scoprirsi, lasciare i nostri abiti (il nostro status), che ci qualificano socialmente, è l’atto di maggiore intimità.
Restare ‘nudi’ nel nostro corpo vegetale/animale è l’atto di maggiore FEDE;
“Ho fiducia in te” significa sapere con tranquilla certezza che l’altro riuscirà a vedere la mia essenza, abbandonando giudizi e modelli stereotipati.


