Nel suo intervento al Festival della Comunicazione, Paolo Crepet lancia una provocazione che scuote: «I giovani protestino per ballare a scuola, non per i telefonini». Orizzonte Scuola Notizie
In quell’affermazione si riassume una visione dell’educazione che risuona profondamente con lo spirito dell’educazione biocentrica — centrata sulla vita, sull’esperienza piena, sulla consapevolezza dell’essere umano in relazione con sé stesso, gli altri e l’ambiente.
Dal telefonino alla danza: un cambio di paradigma
Crepet sottolinea come molti adolescenti si arrabbino per l’uso dei dispositivi mobili nell’aula: eppure, osserva, «non capisco i ragazzi che si arrabbiano perché gli tolgono i telefonini a scuola». Orizzonte Scuola Notizie
La proposta? Che la scuola diventi un palcoscenico: «Il liceo deve diventare un teatro perché abbiamo a che fare con i nostri corpi, che sono dolenti, perché abbiamo 16 anni». Orizzonte Scuola Notizie
Invece dell’ennesima lotta contro gli oggetti digitali, crepet invita a mettere al centro il corpo, la danza, l’emozione — l’esperienza piena di essere vivi.
Per un’educazione biocentrica, questa è una chiamata ad andare oltre la pura tecnologia, oltre la mera informazione, per riattivare la dimensione dell’essere, dell’espressione autentica, della relazione.
Entusiasmo e disciplina: elementi che si intrecciano
Secondo Crepet, ci sono due ingredienti fondamentali per la riuscita educativa: l’entusiasmo e la disciplina.
«L’entusiasmo di avere un’idea, o ce l’abbiamo o camminiamo sul dirupo».
Ma anche: «La disciplina è quella che ti dai, punto».
In parallelo all’approccio biocentrico, possiamo leggere qui un invito a vivere l’apprendimento come un atto di libertà che richiede responsabilità, come il corpo che danza non perché comandato, ma perché desidera muoversi.
In parallelo all’approccio biocentrico, possiamo leggere qui un invito a vivere l’apprendimento come un atto di libertà che richiede responsabilità, come il corpo che danza non perché comandato, ma perché desidera muoversi.
L’IA: un’opportunità o una gabbia?
Uno dei passaggi più forti dell’intervento di Crepet riguarda la sua visione sull’Intelligenza artificiale e sull’educazione digitale. La definisce «una gabbia che impedisce la vera crescita intellettuale». Orizzonte Scuola Notizie
Sottolinea che «tutto quello che anestetizza questo viaggio è terrificante». Orizzonte Scuola Notizie
E propone – idealmente – un libro: «Tutto quello che leggerete da qui in avanti non è prodotto dall’intelligenza artificiale». Orizzonte Scuola Notizie
In un’ottica biocentrica, questa riflessione richiama la necessità di conservare il centro umano dell’educazione: non solo il dato, non solo l’algoritmo, ma la creatività, il pensiero critico, la corporeità, la relazione.
Il richiamo di Paolo Crepet ci invita a guardare oltre l’ovvio: non è solo questione di togliere i telefonini, ma di restituire al giovane il corpo, la mente, la possibilità di essere umano in pieno.
Nell’educazione biocentrica troviamo un terreno fertile per coltivare questa visione: un’educazione che riconosce la dignità dell’essere umano nella sua totalità — corpo, mente, emozione, relazione — e che ambisce a ridare senso, profondità e gioia al fatto di imparare.
Se vogliamo davvero che i giovani protestino — lo auspichiamo — che lo facciano per ballare a scuola, per vivere la scuola come un’esperienza autentica, non solo per usare o non usare un telefono.


